Diario di un incontro

Noi ragazzi di seconda e terza media della scuola secondaria di Bezzecca, i mercoledì, partecipiamo dalle 14.00 alle 16.00 al laboratorio di cucina offertoci dalla scuola.

Durante un incontro di ottobre le professoresse ci hanno messi al corrente di un invito dalla RSA, posta al fianco della nostra scuola,e che dovevamo programmare un’intervista da fare ai nonni e nonne sul cibo di una volta.

Ci siamo preparati in maniera autonoma e ci siamo suddivisi i compiti.

Ci siamo presentati un mercoledì nell’atrio della casa di riposo dove i signori ci stavano già aspettando. Al vedere questi vecchietti così arzilli abbiamo pensato che il lavoro delle operatrici sia quasi più difficile di quello dei nostri professori!  

Eravamo sorpresi ma nella confusione ci siamo divertiti ugualmente ad ascoltare una realtà così differente dalla nostra.

Gli interventi sono stati organizzati dalle operatrici ma, come sempre, c’è stato qualcuno che ha sbuffato sia perché non riusciva a farsi capire o perché non si ricordava niente.( ciò che capita anche a me durante le interrogazioni..).

Una delle storie che ci ha colpito di più è stata quella di  Natale che ha iniziato a raccontarci che i piatti durante il giorno cambiavano poco per un pastore. Ad esempio a colazione si mangiava polenta, a pranzo polenta e a cena polenta con qualche fetta di formaggio.

Inoltre ci ha raccontato che si portava la polenta addirittura in tasca il che ci fece ridere, somiglia alla favola della Piccola Fiammiferaia.

Questo signore ci ha narrato volentieri la storia della sua vita, semplice e monotona, anche se a volte si è burlato un po’ di noi ci ha fatto piacere ascoltarlo.

Un’altra storia quella del signor Dino il quale ci ha raccontato che il cibo che mangiavano se lo dovevano procurare, il nostro pensiero è andato subito ai supermercati ma Dino ci ha spiegato che in campagna non c’erano e che si cucinavano i dolci soltanto in rare occasioni, come le feste di Carnevale.

Il mercoledì seguente ci siamo ritrovati a cucinare la Torta di Noci insieme a questi nonni e nonne ma in particolare ci ha stupito Carmen, la signora che ha recuperato la ricetta, la quale ci ha raccontato che faceva questa torta per suo fratello che era soldato in guerra perchè si conservava nel tempo  ed era nutriente. Abbiamo pensato a quelle madri che cercavano di fare ciò che potevano per i loro figli dispersi.

Questi signori sono accomunati dalla voglia di raccontare la loro giovinezza con piacere non soffermandosi sulle privazioni e sofferenze, chissà magari vogliono che un po’ di loro rimanga. Nella nostra memoria ormai un parte di loro c’è.

Vi proponiamo alcune ricette che troverete su: https://it.wikibooks.org/wiki/Categoria:Ledro_scuola_in_cucina_18-19