Il 5 maggio le classi seconde della scuola secondaria di primo grado hanno partecipato a un’uscita didattica a Pieve Tesino, un’esperienza che ha permesso agli studenti di approfondire la conoscenza di una figura fondamentale della storia italiana, trentina ed europea: Alcide De Gasperi.
La giornata è iniziata con la visita al Museo Casa De Gasperi, dedicato alla vita e all’impegno politico dell’uomo trentino. Attraverso il percorso museale, i ragazzi hanno approfondito la conoscenza della sua figura e del contributo che diede alla costruzione dell’Unione Europea.
Nel corso della mattinata gli studenti hanno inoltre partecipato a una lezione dedicata all’Unione Europea, durante la quale hanno ripassato i contenuti già affrontati in classe e approfondito il suo legame con la figura di De Gasperi.
Nel pomeriggio le due classi hanno partecipato a un laboratorio dedicato al processo legislativo europeo. Attraverso una simulazione, hanno sperimentato in prima persona le diverse fasi necessarie per elaborare e approvare una legge dell’Unione Europea: dalla presentazione di una proposta al confronto tra posizioni diverse, fino alla discussione e alla votazione finale. L’attività ha permesso ai ragazzi di comprendere come vengono prese le decisioni a livello europeo e quanto siano importanti il dialogo, la collaborazione e la ricerca di soluzioni condivise.
A conclusione dell’esperienza, gli studenti hanno rielaborato quanto appreso attraverso la realizzazione di un’intervista impossibile. Nei panni di giornalisti, hanno immaginato di incontrare Alcide De Gasperi e di porgli domande sulla sua vita e sulla sua idea di Europa.
Ecco due dei lavori realizzati dagli studenti:
Incontriamo oggi Alcide De Gasperi, noto personaggio politico da sempre impegnato a sostegno della democrazia e con un sogno chiamato “Europa”.
≪Buongiorno, ci vuole raccontare come prima cosa le sue origini?≫
≪Mi chiamo Alcide Amedeo Francesco De Gasperi, sono nato a Pieve Tesino il 3 aprile 1881. Mio padre, Amedeo De Gasperi, era maresciallo della gendarmeria austro-ungarica e mia madre, Maria Morandini, era casalinga.≫
≪Ci vuole dire come e dove ha trascorso la sua gioventù?≫
≪Sono nato e cresciuto in Trentino dove ho anche studiato fino alle scuole superiori, dove mi sono appassionato alla politica, successivamente ho dovuto frequentare l’università a Vienna perché il Trentino era sotto l’impero austro-ungarico. Poi nel 1911 ho fatto parte del parlamento austriaco in rappresentanza del collegio di Fiemme e Fassa.≫
≪Cosa ci può dire del periodo di dominio austro-ungarico in Trentino?≫
≪Il popolo trentino sotto l’impero austro-ungarico è sempre stato un popolo di confine con caratteristiche diverse dai popoli dell’impero centrale. Il mio scopo nel parlamento è sempre stato quello di sostenere queste minoranze e renderle autonome.≫
≪Come sono cambiate le libertà personali durante il fascismo?≫
≪Durante questo periodo di regime fascista le libertà personali erano praticamente scomparse, soprattutto per chi, come me non accettava la violenza di Mussolini.
Io non potevo più scrivere sui giornali e per questo ho anche perso il lavoro di giornalista. Poi quando ho fatto il bibliotecario mi controllavano e sapevano dove ero e cosa stavo facendo.≫
≪Cosa ha fatto lei nel dopoguerra per ricostruire l’italia e riportare le libertà che prima erano negate?≫
≪Come prima cosa ho cercato in tutti i modi di inserire la democrazia nel nostro Paese e inserire le donne nel voto e nella politica perché tutti facciamo parte dell’Italia e è giusto che tutti votino.≫
≪Da cosa nasce la sua esigenza di “Europa”?≫
≪Nasce perchè secondo me, per far si che in futuro non ci siano conflitti e guerre bisogna sostenersi a vicenda e lavorare insieme per rendere l’Italia uno Stato di pace.≫
≪Cosa significa per lei “Europa unita”?≫
≪Per me “Europa unita” non è solo un concetto politico ma anche un sogno di pace e di giustizia sociale. Dove l’Europa sia indipendente dalle sovranità dei singoli Stati.≫
Greta
Oggi intervisteremo Alcide De Gasperi. Nato a Pieve Tesino e vissuto durante il periodo fascista. Lavorava come giornalista, diventando poi anche il direttore del giornale, e anche come politico.
Iniziamo con le domande al nostro ospite…
Giornalista: Cos’ha fatto dopo la laurea?
Alcide: Dopo essermi laureato in filologia sono tornato a Trento dove, nel 1905, sono diventato direttore del giornale a cui ho cambiato nome. Nel 1911 sono entrato in
politica al Parlamento di Vienna e, da lì a pochi anni, è iniziata la guerra.
Giornalista: Nonostante lei non sia andato in guerra, ha potuto aiutare il popolo?
Alcide: Purtroppo non ho potuto andare a combattere per causa della mia asma, ma ho cercato di aiutare. Sono riuscito ad entrare nel Comitato di Soccorso dei Profughi Meridionali, visitando i campi dei profughi di guerra, detti anche “città di legno”.
Durante quel viaggio decisi di scrivere delle pessime condizioni in cui erano costretti a vivere i profughi di guerra, dando loro voce.
Giornalista: Cos’è successo dopo l’arrivo di Benito Mussolini?
Alcide: Durante il periodo fascista non tutti condividevano le idee di Mussolini, ma nonostante ciò avevamo provato a collaborare. Ben presto mi sono trovato costretto ad abbandonare il Parlamento. Da lì a poco persi entrambi i lavori e il mio giornale smise di esistere. Nel 1927 sono stato arrestato, condannato a quattro anni, ma fortunatamente ne scontai solo uno e mezzo. Da poco era tornato il mio amico Celestino Endrici, ed è grazie a lui se sono stato liberato così presto e infine mi è stato trovato lavoro in una biblioteca vaticana.
Giornalista: Come mai è noto come uno dei “padri fondatori dell’Europa”?
Alcide: Come ben sai sono stato considerato uno dei “padri fondatori dell’Ue”. Con l’aiuto di Altiero Spinelli, i francesi Robert Schuman e Jean Monnet, Konrad Adenauer, Johan Willem Beyen dall’Olanda e al belga Paul-Henri Spaak, abbiamo contribuito alla ricostruzione dei Paesi dopo la guerra e siamo riusciti a porre le basi per l’Unione Europea.
Alice

Luoghi
Via Falcone e Borsellino - Bezzecca, 2 - 38067 LEDRO
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